avanti 13/03/2012 - Privacy: il Garante non ci sta

Le nuove norme sulla trasparenza amministrativa nei controlli fiscali rappresentano "strappi forti allo Stato di diritto". Questo l'allarme lanciato dal Garante per la privacy, Francesco Pizzetti, aggiungendo che "è una fase di emergenza dalla quale uscire al più presto, altrimenti lo spread fra democrazia italiana e occidentali crescerebbe". "Attenzione alle liste dei buoni e dei cattivi e ai bollini di qualunque colore siano", ha aggiunto.
"Comprendiamo la richiesta sempre più massiccia da parte delle strutture pubbliche che combattono la lotta all'evasione di poter accedere ai dati personali dobbiamo però essere consapevoli che siamo in presenza di strappi forti allo Stato di diritto e al concetto di cittadino che nè è la radice".

"Finora, noi potevamo assicurare alle imprese e alle persone giuridiche un alto livello di protezione - ha aggiunto -. Oggi tutto questo non è più possibile". "E' stato un errore la scelta di ridurre l'applicabilità del codice per la privacy contenuta nel 'decreto Sviluppo' e nel 'Salva Italia'", ha precisato ancora Pizzetti.

"E' proprio dei sudditi essere considerati dei potenziali mariuoli, è proprio dello Stato non democratico pensare che i propri cittadini siano tutti possibili violatori delle leggi - ha proseguito il Garante -. In uno Stato democratico il cittadino ha il diritto di essere rispettato fino a che non violi le leggi, non di essere un sospettato a priori". 

Poi un auspicio e un invito. "Ci uniamo a quanti auspicano, anche nelle più alte sedi istituzionali, che si riesca a pervenire finalmente a soluzioni legislative equilibrate e compatibili con tutti i diversi valori in gioco", ha detto il Garante della Privacy nel discorso di conclusione del settennato, intervenendo, tra le altre cose, anche sul tema delle intercettazioni, a cui anche il presidente del Senato Renato Schifani ha dedicato un passaggio del suo discorso. 

"Abbiamo anche ripetuto in ogni occasione che i dati acquisiti a fini di giustizia devono essere adeguatamente protetti e che il legislatore, così come può e deve definire per quali finalità di giustizia possono essere raccolti e utilizzati, allo stesso modo può regolare quando e in che modo essi possono essere comunicati alla stampa o da questa essere conoscibili  - ha sottolineato - . Va peraltro ribadito che difficilmente sarebbe compatibile col quadro costituzionale una legislazione che pretendesse di definire in via generale e astratta quando sussiste e quando no l'interesse pubblico a conoscere".
Corte dei Conti: "Pressione fiscale troppo elevata"
"Ci avviamo verso una pressione fiscale superiore al 45% del prodotto, un livello che ha pochi confronti nel mondo". Questo l'attacco di Luigi Giampaolino, presidente della Corte dei Conti, nel corso di un'audizione alla commissione Bilancio della Camera. "Se a cio' si aggiunge che le stime piu' accreditate ipotizzano un livello di evasione fiscale - ha aggiunto Giampaolino - dell'ordine del 10-12% del prodotto, ne consegue che il nostro sistema e' disegnato in modo tale da far gravare un carico tributario sui contribuenti fedeli sicuramente eccessivo".
Giampaolino parla di "un'elevata pressione fiscale" per l'Italia nei confronti dell'Europa e di "una distribuzione del prelievo che penalizza i fattori produttivi rispetto alla tassazione dei consumi e dei patrimoni, una dimensione dell'evasione fiscale che colloca il nostro paese ai vertici delle graduatorie europee".
Fonte: TGCom